La Gara

La Tiliment Marathon Bike

Quest’anno, la Tiliment Marathon Bike “vestirà” per il terzo anno consecutivo i cinque colori dell’UCI! La gara friulana infatti è entrata a far parte del prestigioso circuito “UCI MTB Marathon World Series” come tappa di Coppa del Mondo sulle lunghe distanze! Tra le strade e i sentieri della Pedemontana pordenonese e della destra Tagliamento, si affronteranno i migliori atleti della specialità! Il maestoso fiume friulano quindi, sarà ancora una volta teatro di gloriose battaglie, come già accaduto in edizioni passate, quando lui stesso vide solcare i propri argini da campioni del calibro di: Periklis Ilias, Tiago Ferreira, Alban Lakata, Roel Paulissen, Urs Huber, Damiano Ferraro, I.Alvarez Gutierrez, Tony Longo, H.L.Leon Paez, J.Pallhuber, Nicholas Pettinà, Samuele Porro, Mirko Tabacchi, Mirko Celestino, Mike Felderer, Walter Costa, Mauro Bettin, Michele Pittacolo, Samira Todone, Sosna Katazina, Christina Kollmann, Sabine Sommer, Elferink Hielke, Mara Fumagalli, Daniela Veronesi e tanti/e altri/e! Saranno “3” i percorsi concessi dalla natura stessa per affrontare il sassoso letto del Tagliamento, di lunghezza ed impegno tecnico ben differente: 104, 52 e 25 km.

Contatti

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Iscrizioni



Regolamento & Iscrizioni

La Tiliment Marathon Bike ti sta aspettando per entrare nella "Leggenda del Fiume"! Iscriviti, ti aspettiamo!

Percorso & Disposizioni

Qui potrai scaricare il percorso gara ed alcuni documenti e disposizioni utili all'evento

Comunicati Stampa

Comunicato Stampa
N°1

Luoghi

Belli come i sassi

di Carlo Favot

Il concetto di bellezza si sa, è qualcosa di estremamente soggettivo, nonostante ciò probabilmente nessuno di noi si sognerebbe mai di definire belli dei sassi. Per ricredersi su tutto ciò però basta fare un giro orientativo nello spilimberghese, una zona geografica caratterizzata dalla convergenza di diversi bacini idrografici la cui peculiarità sono gli alvei e i greti formatisi a seguito del trasporto dalle montagne di una grande quantità di pietrisco e sassi. Si tratta di una zona nella quale i depositi ghiaiosi superficiali hanno permesso la crescita prevalentemente a flora arbustiva di altezza poco rilevante ed essenze erbacee. Associando ciò al fatto che proprio dallo Spilimberghese hanno inizio le distese della pianura friulana appare comprensibile come ci si venga a trovare in una zona nella quale dominano gli ampi spazi nei quali lo sguardo può distendersi lontano, correre nella sensibile discesa verso sud per planare, nelle giornate più limpide, fino ai luccicanti riflessi del mare. Attualmente questi luoghi sono soggetti a tutela e costituiscono un’area SIC (Sito di Interesse Comunitario), ma che questi luoghi avessero qualcosa di speciale era già noto ai terrazzieri di Sequals e Spilimbergo che, mescolando saggiamente i sassi dei greti, hanno affinato una maestria unica nel ricavare tessere destinate alla composizione di mosaici. Con questo patrimonio alle spalle è stato naturale che la vocazione per i sassi si trasformasse dapprima in mestiere, da esportare in tutto il mondo, e successivamente evolvesse in autentica arte, tant’è che oggi Spilimbergo ospita una delle scuole per mosaicisti più famose del mondo. Ma non è indispensabile attingere al mondo del mosaico per apprezzare questo territorio, anzi. Basta solo venirci, percorrerlo, guardarlo e, come molti, se ne resterà affascinati. Il modo migliore per apprezzare lo Spilimberghese è percorrerlo a piedi ovviamente, soluzione questa che evidenzia però dei limiti naturalmente connessi al limitato raggio d’azione dello spostamento. Ecco perché negli ultimi tempi sta salendo alla ribalta la frequentazione in mountain bike. E a ben guardare questa soluzione appare in assoluto la migliore, quella in grado di offrire un ottimale contatto con la natura, di isolare il biker da tutte le attenzioni connesse al traffico permettendogli nel contempo di coprire distanze che consentono di poter ammirare paesaggi e panorami sempre mutevoli ed affascinanti. E l’accoppiata tra lo spilimberghese e la mountain bike risulta in grado di offrire grandi soddisfazioni a chiunque affronti questi territori sulle ruote grasse. V’è poi un vastissimo reticolo di stradine di campagna, di servizio, interpoderali che attraversano i terreni e che si sviluppano secondo logiche tutte da scoprire e a volte perfino da inventare. A quest’ambiente si va ad associare la presenza dei greti che costituiscono un autentico unicum all’interno dei quali i biker possono isolarsi completamente dal mondo esterno. Ma non solo; le caratteristiche del terreno infatti, tratti veloci alternati a sassaie decisamente tecniche ed impegnative, diventano una vera e propria palestra per gli appassionati delle mountain bike che trovano percorsi con una notevole varietà di difficoltà. Ad un “tiro di sasso” poi (giusto per rimanere in tema) iniziano a svilupparsi le colline che in breve portano a splendide località montane come Vito d’Asio, Clauzetto, Meduno, Tramonti, luoghi dove la fanno da padroni i boschi di faggi. I faggi hanno la particolarità di lasciare libero il sottobosco e pertanto anche in questo caso lo sguardo può correre su prospettive ampissime godendo di panoramiche su saliscendi disposti su più quinte sovrapposte. Nella stagione delle fioriture poi la numerosa presenza di ciclamini (specie protetta, mi raccomando) colora e arricchisce i sentieri e ammanta l’aria di profumi pregni e saturi. V’è da segnalare poi, vista l’estrema solitudine dei luoghi, la presenza discreta di una fauna selvaggia che non di rado capita di incrociare. Questo perché la silenziosità con la quale i ciclisti affrontano le strade non spaventa gli animali. E qui cominciano le salite, il pane adatto ai denti dei biker più tosti e rodati. Anche per questi ultimi però, dopo una giornata trascorsa sui pedali in equilibrio sul taboga costituito dai greti, suoneranno irresistibili le sirene delle trattorie che, discrete e spesso appartate, offrono piatti che potete trovare solo nello Spilimberghese e nelle sue valli. La produzione di prodotti tipici quali la Pitina, o il formaggio Asìno è infatti limitatissima e non v’è proprio modo di assaporarla altrove. Ma c’è pure il Montasio e altri ottimi formaggi di malga, i funghi, il prosciutto, il tutto bagnato dai vini della zona doc “Grave del Friuli” ovviamente. E per finire il “dolce di Spilimbergo”, una sfoglia leggera con un cuore di crema di mandorle che si produce qui e in nessun altro posto. Così, riposta la bici in un sottoscala o issata nel portabici dell’auto, si può apprezzare al meglio l’altra faccia dello spilimberghese, laddove la dolcezza delle pietanze fa da contraltare alla durezza dei sassi. Una piacevolezza che lascia stupiti, anzi no, lascia proprio di sasso.

 

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